12 Settembre 2018

Ancora sui vaccini

Posted in Sintomi e "Malattia"

Ancora sui vaccini

Ieri ho sentito alla tv pochi minuti di un servizio sull’obbligo vaccinale, mi è bastato.
Mi dispiace tanto che i genitori debbano trovarsi a dover fronteggiare una situazione tanto difficile, tutti i genitori, sia quelli che credono nell’utilità dei vaccini sia quelli che ne hanno paura.

Questo clima di ‘terrorismo psicologico’ non mi pare sano, ne tantomeno adulto, ed ha lo scopo di mettere le persone le une contro le altre e mantenerle nella rabbia e nella paura. È chiaro che qualcuno ha interessi a che questo accada. Ma non voglio occuparmi di questo aspetto, sono convinta che il livello di coscienza della collettività cambierà in proporzione a quante singole persone sceglieranno di farsi domande e di non accontentarsi più di risposte preconfezionate. Ci stiamo andando.

Credo che ogni persona sia unica ed irripetibile e che abbia una propria storia che la fa essere esattamente quello che è... da quella posizione sente e crede quello che sente e crede, e dal suo punto di vista è perfettamente sensato. Non serve proprio tentare di convincerla di altro, ognuno ha i suoi tempi ed i suoi motivi.

La paura che sta dietro a questa vicenda dei vaccini è ovviamente quello della malattia e del possibile contagio, quindi una tematica che tocca emozioni e paure profonde che meritano di essere accolte e rispettate.

Se ripenso a me stessa nel periodo della malattia dei miei genitori posso comprendere chiunque sia terrorizzato, io lo ero. Da quella posizione l’unica via d’uscita mi sembrava un controllo continuo sul mio stato di salute, che peraltro peggiorava continuamente.

Per come la vedo adesso, dopo tanti anni di studio, ricerca, sperimentazione ma anche di ascolto di me stessa, quella che avrebbe bisogno di essere guarito è proprio la PAURA della malattia. Se infatti non ne avessimo tutto questo carosello non esisterebbe.

malattia vaccini3

 


Ma è possibile non avere paura della malattia, e conseguente possibilità di morte?


 

Sono convinta che sia non solo assolutamente possibile ma anche necessario per garantirci una qualità di vita dediderabile, infatti è la paura che condiziona tantissime delle nostre scelte, rinunce, rassegnazioni e sacrifici.

Chiaramente per conseguire questo obbiettivo occorre investire tempo e risorse personali, ma ne vale la pena; occorre quindi alzarci di livello, ampliare la propria visuale e guardare dove finora non abbiamo guardato.
Sono anche convinta, per averlo provato personalmente ma anche per riconoscerlo in tante persone, che la nostra incapacità di allargare i nostri orizzonti abbia alla radice la paura di assumerci la responsabilità della nostra salute e della nostra vita; ci sentiamo piccoli, poco informati, poco intelligenti e di conseguenza non abbiamo altra possibilità che metterci nelle mani di chi invece ‘sa’, di chi ha studiato e vanta tanti attestati che confermano il sapere e l’esperienza.


Non sto dicendo che sia sbagliato confrontarsi con persone informate ed esperte (questo non solo nel campo della salute, ma in tutti i settori della ricerca), credo che il confronto sia utile e bellissimo, ma deve essere un confronto, non un’infusione. Nel senso che se credo di essere vuoto e cerco qualcuno che sappia e mi riempia, sono totalmente passivo, divento dipendente da quella persona o da quel sapere.


Ma poi pago le conseguenze sul mio corpo.

 

Poco più di cento anni fa la medicina sosteneva i salassi come panacea di molti mali... certo, non è più così, ma come possiamo essere sicuri che quello che oggi è raccomandato fra cinquant’anni non ci faccia sorridere?

La ricerca prosegue e sono certa che quando i motivi della ricerca saranno soltanto il benessere degli esseri umani e non interessi e profitti di vario tipo, la verità di quello che fa veramente bene emergerà con semplicità e chiarezza. Perché nel profondo dei nostri cuori c’è già.

La mia opinione rispetto alla malattia, ma anche a tutti gli altri ambiti della vita, è che non esistono fattori esterni. Mi spiego: noi attribuiamo i sintomi del corpo a cause di vario tipo ( batteri, virus, infiammazioni, il troppo freddo, un certo cibo, cellule che impazziscono, l’ereditarietà e tante altre cause sconosciute) e questo ci fa ovviamente sentire impotenti. Prendiamo quello che arriva, lo subiamo senza capire, ci domandiamo ‘perché a me’ e ci sentiamo vittima.

malattia vaccini

Viviamo, da tantissimo tempo, nella convinzione che il mondo sia sbagliato e pericoloso, che le persone siano egoiste e attente unicamente a se stesse e al proprio interesse, che il nostro corpo si inceppi senza motivo e produca malattie e morte, che il diavolo o forze maligne siano in agguato per farci del male, insomma che se esiste un Dio che ha creato noi e questo marchingegno deve essere un Dio quanto meno inaffidabile e incomprensibile.
Da questa posizione è normale avere paura, tentare di proteggersi e stare sulla difensiva. Ho vissuto così per tanti anni, che incubo!

Noi vediamo il mondo attraverso un filtro che abbiamo di fronte agli occhi, filtro ereditato e acquisito dal nostro sistema familiare. Il mondo è lo stesso per tutti ma chi ha gli occhi velati di paura e sfiducia vivrà una vita reagendo alla propria percezione e sarà convinto di vederci bene.

Lo studio delle cinque leggi biologiche del dott. Hamer mi ha aiutato tanto a comprendere quanto fossi spaventata e quanta presa avesse su di me un certo tipo di terrorismo sanitario.

Concludo con domande che spero facciano riflettere...

- Come fai a sapere che esista il diavolo... o il male... chi te lo ha detto?

- Come fai ad essere sicuro che le cellule del corpo impazziscono all’improvviso e causa il cancro?

- Come fai a sapere che il nostro corpo non possieda capacità di auto guarigione e che spesso i nostri interventi siano controproducenti?

- Perché una ferita risarcisce da sola?

- Quale Forza fa in modo che due cellule si moltiplichino e si specializzino per formare una nuova creatura?

- Quanta fatica fa un seme a diventare un albero... perché per noi umani deve essere tutto così faticoso?

 

- Silvia Pallini

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